Cerca nel blog

martedì 12 giugno 2012

LAURA STOCHINO SULLE AMMINISTRATIVE

La nostra segretaria regionale Laura Stochino offre la sua lettura del voto amministrativo. Raccomandiamo di commentare l'articolo in modo da confrontarci su quanto propostoci.

L'ambiguità non paga, costruiamo una proposta di governo alternativa. Di Laura Stochino


I risultati parziali e di lista delle amministrative sarde ci inducono a fare alcune riflessioni. Il centro sinistra non vince al primo turno in nessun centro sopra i 15 mila abitanti e ottiene risultati di lista molto al di sotto delle aspettitative e di un trand nazionale che vedeva i partiti più grandi in tenuta. Anche in Sardegna fa capolino l'esperienza grillina e con essa la diminuzione dei voti per i partiti di sinistra. Questi dati da soli dovrebbero indurci ad una pausa di riflessione, sulla nostra identità di coalizione, sulle proposte messe in campo per essere percepiti come discontinui rispetto ad un centro destra sempre più disastrato. Selargius è un caso emblematico, una coalizione confusa e ambigua troppo fiduciosa dei poteri personali. Qui, il centro sinistra ha preferito sperimentare nuove alchimie e lasciare una parte della coalizione a casa per ottenere un risultato molto al di sotto delle analisi pre elettorali. Non per colpa del singolo candido sindaco, ma per una scelta strategica generale, evidentemente perdente perchè non offre nessuna buona ragione per sostenere con convinzione una coalizione di centro sinistra, in cui della sinistra è rimasta solo l'ombra. Sarebbe dunque onesto partire da questo risultato per ridefinire i prossimi passi, perchè il voto di oggi è un voto che boccia l'opposizione al governo Cappellacci e che non riesce a dare il colpo di grazia all'arcipelago del centro destra. Quest'ultima si arricchisce di nuovi metodi, come le liste civiche e la creazione di nuove coalizione dai nomi nuovi, in cui cambia il contenitore ma non cambiano i contenuti. Se non siamo riusciti nell'intento vittorioso, nonostante un trand nazionale non negativo, dovremo rivolgere l'attenzione sulle nostre azioni, sulle scelte di programma e di alleanza. Non dovremo rifuggire il confronto, né cullarci sul fatto che ai ballotaggi i risultati protrebbero darci vittoriosi ad Alghero ed Oristano, perchè resta l'evidente debolezza di un centro sinistra che come il teatro di pirandello è in cerca di un autore. Se non siamo in grado di fare insieme questa analisi, invito le forze della sinistra a farlo, a parlarsi e a lavorare da domani insieme, perchè un dato su tutti emerge in senso positivo e ci dà speranza ed è il voto della lista Alguerosa composta dalla Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e libertà e movimenti. Un anno fa abbiamo festeggiato la vittoria del centro sinistra a Cagliari, come allora anche oggi la Sardegna è in anticipo su un sentimento diffuso che l'anno scorso vedeva il cambiamento e che quest'anno vede questo cambiamento frustrato. La differenza passa per un anno di politiche montiane, di governo bipartisan nazionale, da cui è difficile fare i distinguo. L'IMU e i tagli agli enti locali sono arrivati anche in Sardegna e il centro sinistra è il primo a pagarne le conseguenze. La sinistra contraria a questo governo nazionale deve essere in grado di declinare questo sentimento di malessere anche nei territori e iniziare un'opposizione dal basso contro le politiche di austerity e di recessione per un progetto di governo nuovo per il Paese e per la nostra Regione. Riesumando un caro slogan dell'anno scorso e rivolgendolo a tutte le forze antiliberiste: ora tocca a noi!  


Laura Stochino segretaria regionale PRC-FdS

1 commento:

  1. Ci sono alcune parti del comunicato della compagna Laura Stochino che vanno inevitabilmente a collocare il Prc nel classico centrosinistra che ormai conosciamo da anni. Chiunque può vederle, ad esempio quando si ricerca un'identità di coalizione vedendo in Selargius il caso emblematico della sua demolizione. Chi scrive ritiene che non ci può essere identità di vedute con il Pd, e quindi nessuna coalizione (e perciò il problema non è solo Selargius). Tuttavia ci sono altre parti che possono essere viste positivamente in prospettiva e, in assenza di altra documentazione congressuale, porsi alla base dell'imminente dibattito regionale (sabato 16 e domenica 17 giugno si terrà il congresso del Prc sardo). Si riconosce infatti l'incapacità del centrosinistra ad essere credibile perfino dall'opposizione. Come potrebbe, dato che vorrebbe amministrare (e in certi luoghi amministra) le stesse miserie che produce a Roma sostenendo il governo Monti? E a voler essere ottimisti, pare che inizi a farsi sottile quel confine tra il centro e la periferia quando si parla di un centrosinistra sardo che è “il primo a pagare le conseguenze” del suo operato a Roma. Ammesso che a livello nazionale ci sia una linea chiara sull'alleanza con il Pd, comunque ampiamente criticato, questo confine ha giustificato un differente approccio sulle alleanze a livello locale (ripetendosi in questa tornata in tutta Italia). Ma se questa differenza aveva poco senso prima, almeno per chi scrive, ne ha ancora di meno oggi. Cosa vuol dire dover "essere in grado di declinare questo sentimento di malessere anche nei territori e iniziare un'opposizione dal basso contro le politiche di austerity e di recessione per un progetto di governo nuovo per il Paese e per la nostra Regione"? A mio modo di vedere vuol dire che non si può fare un'opposizione dal basso senza opporsi ai partiti dell'austerity e della recessione anche nei territori! Ad esempio: dobbiamo o non dobbiamo opporci nel nostro territorio a un partito favorevole al ridimensionamento della Sanità? Chiudo sul progetto di governo nuovo per il paese (e per la regione): il Front de Gauche in Francia ha presentato il suo progetto di governo; Syriza può ambire direttamente a governare. Aldilà dei loro programmi, che devono essere studiati per capire come i partiti della Sinistra europea affrontano la crisi, la lezione è chiara: chi vuole cambiare la società deve dotarsi di un programma di cambiamento, ma questo non significa ritenersi indispensabili ad alleanze con i nostri avversari. Si, avversari del nostro obiettivo, quello del socialismo.

    Mauro Falchi
    direttivo Prc Meilogu

    RispondiElimina