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domenica 27 gennaio 2013

RIVOLUZIONE CIVILE: APPELLO AI CITTADINI DEL MEILOGU


Prima cosa: apriamo gli occhi! 

In questa campagna elettorale Monti, Bersani e Berlusconi si stanno scontrando per convincerci chi di loro tre scegliere nell'urna. Sulla scia delle iniziative organizzate dal nostro circolo (assemblee, petizioni e reccolta firme su pensioni, articolo 18 e manovre finanziarie) vogliamo però ricordare che Pd e Pdl (vi ricordate il trio ABC, Alfano-Bersani-Casini?) hanno sostenuto, fino a poche settimane fa, ogni atto del governo Monti. La scusa? “Serve uno sforzo per evitare di finire come la Grecia!”. Lo sforzo l'hanno fatto eccome, ma per aggravare la crisi delle famiglie dei lavoratori e per drenare soldi alle banche a spese di istruzione e sanità (senza contare i soldi che continuano ad essere sperperati per armamenti e missioni militari). La recessione non si fermerà nel 2013 come propagandato. Le previsioni dell’Ocse parlano di un calo del Prodotto interno lordo del 1,1% e secondo un rapporto di Banca Intesa San Paolo del 3 gennaio scorso “Solo nel 2016 il Pil ritornerà ai livelli precedenti l’ultima recessione (quelli del 2011), e occorreranno ancora molti anni per recuperare i massimi pre-crisi (quelli del 2007)”. La produzione industriale diminuirà del 3,2% e l’occupazione calerà dello 0,6% quest’anno, con 800mila persone occupate in meno rispetto all’inizio del 2009. Degli oltre mezzo milione di lavoratori attualmente in cassa integrazione, ben pochi rientreranno. Complimenti a Monti e a Pd e Pdl nell'averlo sostenuto. 

Cosa ci promettono Pdl e Pd? 

Bersani e Berlusconi non hanno alcuna intenzione di cancellare le misure antipopolari del governo dei tecnici, dalla controriforma delle pensioni all’abrogazione dell’articolo 18, passando per i tagli feroci allo stato sociale. Si leggano le interviste, si controlli sopratutto quanto passa in internet, dato che in tv non tutto è trasparente. Nel dettaglio Berlusconi continua nel suo show mediatico contro le tasse. Il problema non sono le tasse in se che servono a garantire i servizi, quel che serve è una tassazione fortemente progressiva dove, per dirla con Enrico Berlinguer “chi ha molto paghi molto, chi ha poco paghi poco, chi non ha nulla non paghi nulla!”. Berlusconi da una parte ha tutelato i grandi evasori (scudo fiscale) e dall'altra ha smantellato i servizi. Il Pd è il principale partito di centrosinistra che però (addirittura superando Berlusconi) ha guidato il più grande processo di privatizzazioni di queso paese. I primi colpi alla scuola pubblica vanno sotto il segno del ministro Luigi Berlinguer. Cosa Bersani farà al governo lo ha detto in un'intervista al Wall Street Journal: “Rispetteremo gli impegni presi dall’Italia verso l’Europa e li faremo nostri”. Questi impegni sono racchiusi nel cosiddetto Fiscal compact, ovvero, quella misura che, col fine di far pareggiare i conti, prevede tagli pari a 45 miliardi l'anno per un ventennio. Un cappio al collo! Sulla riforma del sistema pensionistico del ministro Fornero e sull’abolizione dell'articolo18 Bersani non ha “un' opinione negativa. La riforma ha migliorato il mercato del lavoro in termini di flessibilità e sull’Articolo 18 la discussione è chiusa”. Aggiungiamo che su questi temi ci impediscono di fare i referendum per i quali abbiamo raccolto le firme grazie all'artifizio di Napolitano che ha sciolto a tal proposito le camere sul finire del 2012 invalidando appunto le 600 mile firme raccolte. 

L'illusione di Vendola... 

Sinistra ecologia e libertà legandosi mani e piedi al Pd non rappresenta una valida alternativa. Bersani, sempre in quell'intervista, è stato chiaro anche a tal proposito: “Il mio partito nei sondaggi è oltre il 30% mentre Sel è tra il cinque e il sei. Abbiamo sottoscritto un patto secondo il quale, in caso di disaccordi, si vota e la maggioranza vince”. Questo significa che ogni politica di sinistra è impossibile data anche la non belligeranza tra Pd e Monti. Monti sa di non vincere le elezioni perchè la sua agenda all'isegna dell'austerità non può essere maggioritaria nel paese, ma vuole essere determinante nei futuri assetti. E per il Pd che guarda sempre più al centro Monti è una risorsa anche per il futuro, checchè ne dica Vendola, che anzi è costretto ad aprire a Monti, dapprima ipotizzando un appoggio del professore senza impegni (ma quando mai?) e successivamente rendendosi disponibile a un compromesso sulle riforme istituzionali. Questo è il risultato dell'ennesima spaccatura della sinistra (la scissione di Rifondazione) e della rincorsa alle primarie. Si poteva fare a meno di tutto ciò. 

...e quella di Grillo. 

Beppe Grillo non può essere una soluzione. Le sue ultime uscite sull'abolizione del sindacato stanno a dimostrare la natura fascista di un comico miliardario sprezzante dei diritti dei lavoratori. Se il sindacato non fa il proprio lavoro e viene percepito come una sovrastruttura burocratica tesa ad autoconservare il suo apparato, noi lavoriamo affinché esso sia uno strumento efficace nella lotta economica dei lavoratori. 

Astenensione? Voto utile? Vota Rivoluzione civile! 

Capiamo le ragioni che spingono i cittadini a non recarsi alle urne in segno di protesta contro i governanti e le finte opposizioni. Ma ha senso ciò? La cosa impedirà la formazione di un governo amico di padroni e banchieri e aprirà le porte a un nuovo mondo fatto di giustizia ed eguaglianza? Certo che no! Nel Meilogu conosciamo i disservizi derivanti dalle politiche di tagli. Chiusura di scuole, sportelli bancari,uffici postali...OSPEDALI! La rabbia contro centrosinistra, centro e centrodestra è più che legittima. Al tempo stesso c'è chi, come il Pd, rimette in gioco la vergognosa campagna del voto utile. Dapprima ha chiesto a Rivoluzione civile di rinunciare a candidarsi in alcune regioni al Senato, e successivamente ha iniziato a dire che se Berlusconi vince è colpa nostra. Ma come? Il Pd insieme a Berlusconi ha sostenuto il governo Monti e ora agita lo spauracchio del berlusconismo? Il Pd faccia la sua campagna elettorale, noi facciamo la nostra dicendo che l'unico voto utile è quello per chi nel suo programma mette in primo piano la difesa dei diritti costituzionali come il lavoro, l'istruzione, la sanità, vuole riformare il fisco secondo i criteri della progressività, mette in discussione il fiscal compact, le politiche dei tagli alla spesa sociale e le spese militari. 

Dopo il voto, per la Rivoluzione sociale! 

Attraverso il voto possiamo quindi esercitare un nostro diritto di cittadinanza, ma dobbiamo tener presente (e ogni giorno c'è qualcosa che ce lo ricorda) che i nostri diritti, siano essi civili o sociali, sono calpestati costantemente da questo sistema e dalla sua crisi. Un sistema che vede un'infima minoranza accaparrarsi la ricchezza prodotta dalla maggioranza dei lavoratori. Un sistema che ogni volta che entra in crisi, come accade oggi, vede quella minoranza fare di tutto per mantenere intatto il suo dominio a spese di chi lavora. Per cambiare questo sistema non serve una tornata elettorale, per quanto questa possa essere importante. Per fare ciò occorre lavorare dentro la crisi, contro la crisi, unificando le diverse lotte sotto un programma d'azione e dandole una guida attraverso la costruzione di un'organizzazione politica collettiva dei lavoratori e delle lavoratrici che a tutt'oggi ancora manca. Per questo, votare Rivoluzione civile è utile, ma non basta! Unisciti e lotta con noi! 

IL 24 E 25 FEBBRAIO VOTA RIVOLUZIONE CIVILE ALLA CAMERA E AL SENATO

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