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giovedì 12 settembre 2013

L'Ospedale sta per chiudere e Thiesi da la cittadinanza alla Brigata Sassari? Sarebbe stato meglio darla a Gino Strada


Sull'Ospedale del Meilogu tutti i nodi vengono al pettine. Quanto si legge sulla stampa locale è la dimostrazione del fallimento di una difesa della sanità basata sugli accordi al ribasso. Abbiamo sempre detto che sindaci e comitato avrebbero dovuto fare fronte comune per la difesa e per il potenziamento dell'esistente (come il reparto di Medicina) e per la riconquista di servizi da tempo chiusi o smantellati. 
Ora leggiamo le lamentele del sindaco Soletta sulla possibile “vita a termine” del reparto di Lungodegenza e che essa (come da atto aziendale) è prevista solo ad Ozieri e Alghero. Insieme ai problemi dei servizi ambulatoriali ci viene da dire “mancu cussu!”. È, questo, il frutto avvelenato delle politiche dell'austerità portate avanti dal Pd e dal Pdl. Questo lo sanno bene i nostri sindaci che, spesso, provengono da quelle formazioni. 
Pensiamo inoltre che, anziché dare la cittadinanza onoraria alla Brigata Sassari, sarebbe stato opportuno darla a Gino Strada: per far capire che il potenziamento della sanità passa da una drastica riduzione delle spese militari; per ospitare a Thiesi e nel Meilogu un reale difensore del diritto alla salute negatoci e, al tempo stesso, chi porta avanti le vere missioni di pace in quei posti martoriati dagli eserciti di tutto il mondo, italiano compreso.

Il nostro no al Pd alla Conferenza programmatica

Il Circolo di Rifondazione Comunista del Meilogu parteciperà alla conferenza programmatica portando avanti il suo punto di vista critico nei metodi di convocazione dell'assemblea (fuori tempo massimo, senza un documento da discutere nei circoli, senza neppure un Cpf provinciale preparatorio) ma allo stesso tempo mettendo sul tavolo quelle tematiche che ci impediscono di sottoscrivere una alleanza con un partito quale è il PD. 
Care compagne, cari compagni, siete invitate/i a partecipare alla Conferenza Programmatica Regionale che il Partito della Rifondazione Comunista ha indetto per domenica 15 settembre alle ore 10.30 presso l’Hotel Regina Margherita a Cagliari. L’ordine dei lavori è articolato in due sessioni: una sessione mattutina nella quale, dopo la relazione introduttiva, verrà dato spazio al saluto e al contributo degli ospiti; una sessione pomeridiana dedicata al dibattito interno e all’elaborazione di linee programmatiche del PRC per il governo della Sardegna. Sarà presente il Segretario nazionale Paolo Ferrero. La Vostra partecipazione sarà utile e gradita. Fraterni saluti per il Coordinamento regionale Giovannino Deriu

mercoledì 14 agosto 2013

Nessuna alleanza con il Pd alle regionali!

Il circolo di Rifondazione comunista del Meilogu lancia un appello alla base militante del partito affinché respinga l'alleanza elettorale che il gruppo dirigente sta perfezionando astraendo dai contenuti programmatici e dal minimo dibattito. Il Pd è il partito delle servitù militari, degli F35, dei tagli alla spesa pubblica che impoveriscono ulteriormente le nostre comunità, delle fondazioni bancarie, del consumo del territorio e dei continui compromessi con il centrodestra al governo. Le due cose – alleanza e programmi – sono strettamente correlate: se noi avessimo un reale programma di trasformazione non potremmo stare con quel partito. Il gruppo dirigente continua a stare ai tavoli senza un proprio programma, proprio perché l'assenza di un profilo autonomo è la migliore garanzia per poter stare tra le braccia di Silvio Lai e usufruire opportunisticamente dei benefici della vergognosa nuova legge elettorale. Da tempo lamentiamo questo dato di fatto. E il tempo, care/i compagne/i, sta per finire. O si cambia rotta subito o questo sarà il colpo di grazia definitivo per Rifondazione. Qualche compagno in buona fede dice che “siamo deboli e non possiamo fare altrimenti. La legge elettorale è piuttosto punitiva per chi sta fuori dalle grosse coalizioni”. Vorremo capovolgere il discorso. Lo stato di salute del partito, che deriva da anni di continua rincorsa alle istituzioni, non può migliorare mantenendo le vecchie e cattive abitudini che hanno trasformato il partito da soggetto della trasformazione a comitato elettorale a caccia di poltrone. Si definiscono le primarie “un'americanata” eppure si difende un regolamento “definito nei minimi dettagli”. Ma del programma, quando si vuole parlare? Del tipo di società che si vuole ricostruire, quando se ne discute? Come comunisti, allo stato attuale, non possiamo farlo, perché anche la minima proposta creerebbe una rottura nel centro sinistra. Se noi, ora, adottassimo un nostro programma di rottura potremmo sfidare sul terreno dei contenuti tutta quell'area a sinistra del Pd e persino gli indipendentisti. Avere un programma ora significherebbe sfidare quanti a sinistra (ad iniziare da Sel) si scontrano in questi giorni col Pd per questioni formali quali le primarie. Per noi l'americanizzazione della politica sta nella fiducia nutrita nei confronti del libero mercato da quei partiti ai quali ci stiamo assoggettando. Il particolare contesto di crisi rende insostenibili quelle posizioni che mirano al cambiamento della Sardegna avendo percentuali da prefisso telefonico. Non abbiamo inciso a suo tempo con 6 consiglieri regionali e con l'assessore (anzi, avallando l'inizio dello smantellamento dell'Ospedale di Thiesi, tra le altre cose), figuriamoci oggi. Occorre stare all'opposizione e nelle lotte, e in esse crescere per avere in un domani non troppo lontano quelle forze per un reale e concreto cambiamento. Per affrancare i lavoratori e le lavoratrici di questa terra. Subito un programma di radicale trasformazione incentrato su lavoro e ambiente! Per un fronte delle sinistre alternativo al Pd!

sabato 1 giugno 2013

Videopoker. Niente sgravi (risposta indiretta a Insieme per Ozieri), nè tasse di scopo!

Dalle pagine de “La Nuova Sardegna” di ieri vediamo che anche ad Ozieri si dibatte delle conseguenze dei videopoker nei bar. Ci fa piacere, ma non ci convince questo passaggio: 
“Si potrebbero anche prevedere degli sgravi fiscali per i locali che decidono di non installare le macchinette oppure di limitarne l’orario di utilizzo”. 
Pare che gli “sgravi” stiano diventando la panacea di tutti i mali, seppur in un contesto di evasione fiscale dilagante e in assenza di un sistema impositivo fortemente progressivo. Per questo non ci paiono una soluzione a livello generale. 
Nel caso specifico vengono proposti per chi vi rinuncia o per chi ne limita l'orario di utilizzo. Questa seconda opzione è la peggiore, poiché si creerebbero delle happy hour della ludomania in cambio di qualche tassa in meno da pagare. Ma anche la rinuncia in cambio di sgravi è da noi ritenuta ingiusta. Fatta salva la buonafede degli esercenti, che comunque hanno i loro introiti dalle macchinette, quanti soldi (pubblici) spendono in più le nostre amministrazioni locali per far fronte a questo disagio tra sportelli, consulenze psicologiche etc...? Quindi non ci pare azzardato proporre il contrario, ovvero degli aggravi nei confronti di coloro che non vogliono rinunciarvi lasciando l'imposizione così come è ora per chi invece dice basta. 
Sia chiaro, siamo al tempo stesso contrari a proposte, come le “tasse di scopo”, che mirano a spostare sulle casse comunali quanto ora è incassato dallo stato. Temiamo che a fronte dei tagli agli enti locali, molti di essi possano sbizzarrirsi con una finanza creativa a base di gioco d'azzardo. Per noi l'aggravio fiscale non è finalizzato far cassa aggravando il disagio sociale, ma a contribuire a porvi fine. 
Contribuire. Perché, non dimentichiamolo, la soluzione sta nella piena realizzazione del diritto al lavoro (art. 4 Costituzione) e nella rimozione degli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (art. 3).