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sabato 1 giugno 2013

Videopoker. Niente sgravi (risposta indiretta a Insieme per Ozieri), nè tasse di scopo!

Dalle pagine de “La Nuova Sardegna” di ieri vediamo che anche ad Ozieri si dibatte delle conseguenze dei videopoker nei bar. Ci fa piacere, ma non ci convince questo passaggio: 
“Si potrebbero anche prevedere degli sgravi fiscali per i locali che decidono di non installare le macchinette oppure di limitarne l’orario di utilizzo”. 
Pare che gli “sgravi” stiano diventando la panacea di tutti i mali, seppur in un contesto di evasione fiscale dilagante e in assenza di un sistema impositivo fortemente progressivo. Per questo non ci paiono una soluzione a livello generale. 
Nel caso specifico vengono proposti per chi vi rinuncia o per chi ne limita l'orario di utilizzo. Questa seconda opzione è la peggiore, poiché si creerebbero delle happy hour della ludomania in cambio di qualche tassa in meno da pagare. Ma anche la rinuncia in cambio di sgravi è da noi ritenuta ingiusta. Fatta salva la buonafede degli esercenti, che comunque hanno i loro introiti dalle macchinette, quanti soldi (pubblici) spendono in più le nostre amministrazioni locali per far fronte a questo disagio tra sportelli, consulenze psicologiche etc...? Quindi non ci pare azzardato proporre il contrario, ovvero degli aggravi nei confronti di coloro che non vogliono rinunciarvi lasciando l'imposizione così come è ora per chi invece dice basta. 
Sia chiaro, siamo al tempo stesso contrari a proposte, come le “tasse di scopo”, che mirano a spostare sulle casse comunali quanto ora è incassato dallo stato. Temiamo che a fronte dei tagli agli enti locali, molti di essi possano sbizzarrirsi con una finanza creativa a base di gioco d'azzardo. Per noi l'aggravio fiscale non è finalizzato far cassa aggravando il disagio sociale, ma a contribuire a porvi fine. 
Contribuire. Perché, non dimentichiamolo, la soluzione sta nella piena realizzazione del diritto al lavoro (art. 4 Costituzione) e nella rimozione degli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (art. 3).

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