No, non stupisca il titolo di questo articolo! I sostenitori di Vendola hanno sempre combattuto la nostra tesi, ovvero quella che non occorre andare a votare perché è già tutto deciso avendo sottoscritto una carta d'intenti che non mette in discussione il Fiscal compact (lo ripetiamo, 45 miliardi di tagli annui per un ventennio). E l'hanno sempre combattuta dicendo più o meno "ma se vince Nichi il programma sarà diverso, sarà il suo programma non quello della carta d'intenti". Bene, sentiamo il Nichi nazionale, su un eventuale vittoria del rottamatore e su un suo possibile programma diverso da quella carta:
«Matteo Renzi come chiunque di noi ha sottoscritto una carta d'intenti ed è tenuto a rispettare l'ispirazione e le scelte che sono scritte in quel documento. Se Renzi, vincendo, dovesse immaginare di essere il dominus assoluto della scena e fare scelte differenti rispetto agli impegni assunti davanti agli elettori, per esempio andare nella direzione di proposte politiche di tipo liberista, a quel punto liberi tutti, libero anche io. La fedeltà e la lealtà riguardano i contenuti programmatici di cambiamento, se si rispetta quell'impostazione, cioè se stiamo costruendo il centrosinistra e il centrosinistra rimette al centro i diritti del mondo del lavoro e sa ascoltare l'urlo di dolore delle giovani generazioni che hanno riempito le piazze negli ultimi giorni, allora io sarò della partita».
A parte il fatto che non si possono mettere al centro i diritti di chi sta manifestando giurando fedeltà al Fiscal compact, ecco che viene confermata la nostra tesi. Perciò...risparmiamoci quelle due euro tirandoci fuori noi da quella partita...

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