Cerca nel blog

mercoledì 4 luglio 2012

IL GOVERNO MONTI CI TAGLIA LE GAMBE! OPPOSIZIONE!

Il decreto su cui è al lavoro il governo Monti permetterà di risparmiare una decina di miliardi entro il 2013, ovviamente a danno dei soliti. Ecco i capitoli di spesa su cui si annunciano i tagli della cosiddetta “spending review”. 
I tagli all'amministrazione periferica dello stato si aggirano sui 7,2 miliardi di euro: nello specifico ci saranno 3,2 miliardi di tagli alle regioni e 4 agli enti locali. Questo significa un'ulteriore stretta ai servizi erogati dai comuni, alle prese con bilanci sempre più ridotti. Dimezzate anche le possibilità di assunzione da parte loro. 
Taglio di posti di lavoro per i dipendenti statali: 10 mila in meno in 4 mesi con una beffa per i docenti in sovrannumero, quali potranno essere assegnati a gradi d'istruzione diversa da quelli di appartenenza, a posti di sostegno o a spezzoni di ore o supplenze che “dovrebbero” spuntare nel corso dell'anno scolastico. Ovviamente se un lavoratore fa attività sindacale, i suoi permessi saranno decurtati del 10%. 
Non mancano i tagli all'istruzione. Secondo la bozza sarà ulteriormente ridotto il fondo per il finanziamento ordinario delle Università: 200 milioni. Stessa cifra che invece è stata autorizzata vergognosamente per le scuole non statali (10 i milioni per le università private). 
 E per la sanità? Ridotto il fondo sanitario di 3 miliardi in due anni (1 nel 2012 e 2 nel 2013) per superare i 10 miliardi nel 2014 considerando gli 8 previsti dalla scorsa manovra estiva in parte incorporata dal Governo Monti. A rischio gli ospedali con meno di 120 posti letto e in generale una riduzione dei posti letto: dai 4,2 per mille abitanti ai 3,7. Il tutto adeguando le dotazioni organiche (ovvero meno personale). 
Non ci meravigliamo della complicità del Partito democratico, sempre più teso ad abbracciare i cosiddetti moderati dell'Udc in vista della possibilità di governare insieme dal 2013. Ma ci chiediamo come sia possibile una passività del genere da parte dei sindacati. Dopo la peggiore controriforma delle pensioni, l'abolizione di fatto dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, ora, con i tagli della spending review, si persevera in un'azione che tutto è fuorché di lotta. 
In questo modo non si organizza il malcontento che cova nei territori, lasciandolo solo e prospettandogli una sicura sconfitta. Come può vincere un comitato territoriale che lotta contro una parte di un disegno più complessivo se non si coordinano le diverse lotte? 
E anche per questo che invitiamo quanti con generosità hanno dato e danno il loro contributo all'azione del comitato “Giù le mani dall'ospedale del Meilogu” a costruire insieme lo strumento politico che oggi serve per cambiare la società. Costruiamo insieme Rifondazione comunista nel Meilogu e dovunque. Dati presi dal Sole 24 ore del 4 luglio 2012

Nessun commento:

Posta un commento