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martedì 6 marzo 2012

DA NARBOLÌA ALLA VALSUSA: LA TERRA È UN BENE COMUNE


Gli arresti di Nello Schirru, presidente del comitato "S'Arrieddu per Narbolia", e di suo figlio Alessandro avvenuti il 27 febbraio scorso, mostrano quali siano le risposte a coloro che difendono il proprio territorio. Non solo in Valsusa. Intenti a bloccare i lavori per la realizzazione del megaimpianto fotovoltaico contestato, Nello, Alessandro e gli altri esponenti del comitato (tutti identificati), hanno posto un ulteriore tassello nella questione del fotovoltaico industriale che da una parte dirotta ingenti incentivi (la Cisl di Oristano li ha quantificati in 200 milioni di euro) nelle tasche dei soliti "portatori di progresso e sviluppo" e dall'altra sottrae terre destinate all'agricoltura alterandone i prezzi. Il progetto di EnerVitaBio, società controllata dalla multinazionale cinese Winsun group, prevede 70 ettari a ridosso di Narbolia in un terreno bonificato con soldi pubblici. La posizione del comitato (qui il suo gruppo facebook), non pregiudizialmente contraria al fotovoltaico, ma anzi indirizzata ad un suo uso più razionale dello stesso negli interessi della collettività, è corretta. Non si tratta di dire no a tutto, ne si tratta di una battaglia Nimby (not in my backyard, non nel mio cortile). Ma per far si che questa battaglia sia collegata con quelle degli altri territori, per una nuova economia fondata su produzioni sottratte all'anarchia del mercato, per un piano industriale, agricolo ed energetico pubblici e controllati dai lavoratori e dalle comunità locali, per la più generale difesa dei beni comuni, occorre che la sinistra assuma una posizione conseguentemente anticapitalista e che, sulla base di questo programma, costruisca le sue alleanze politiche e sociali. Riteniamo che sia il solo modo per unificare le lotte e che solo unendole si può vincere contro l'arroganza degli speculatori.

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