Aveva pienamente ragione chi, nel nostro partito, propose di contestare il Presidente della Repubblica nei giorni della sua visita in Sardegna e a Sassari, dove tra l'altro rifiutò, in favore di Bologna, la laurea che tanti si sudano e che a lui stava per esser data ad honorem. Il regista delle politiche di austerità del governo Monti, tra i più invasati sostenitori della guerra in Libia, oggi sfodera la sua forma mentis stalinista passata alla storia nel '56 quando in Ungheria diede la benedizione della repressione burocratica e anticonsiliare portata avanti dall'Urss degenerata. «Non posso aderire a incontri in cui si discutano decisioni come quelle relative alla linea Torino-Lione: decisioni che non mi competono» ha detto il "nostro", aggiungendo però che «l'espressione del sacrosanto diritto al dissenso su qualsiasi scelta e decisione politica e di governo, deve escludere il ricorso a violazioni di legge, violenze, intolleranze e intimidazioni». A quali violenze, intolleranze e intimidazioni si riferisce la sua competenza? A quelle che la Valle subisce quotidianamente? E Violante? Colui che col suo voler "capire Salò" spianando la strada all'ondata revisionista affonda il coltello nella piaga parlando del popolo No Tav come squallida parodia della Resistenza. Questi sono gli uomini che hanno sciolto il Pci e che oggi sono tra i principali avversari del movimento operaio e dei territori che alzano la testa contro i soprusi. Non contestare queste arroganze per non compromettere future alleanze col Pd è l'ulteriore dimostrazione di quanto innaturale questa alleanza sia.
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lunedì 5 marzo 2012
NAPOLITANO E VIOLANTE IN GUERRA CONTRO IL POPOLO NO TAV
Aveva pienamente ragione chi, nel nostro partito, propose di contestare il Presidente della Repubblica nei giorni della sua visita in Sardegna e a Sassari, dove tra l'altro rifiutò, in favore di Bologna, la laurea che tanti si sudano e che a lui stava per esser data ad honorem. Il regista delle politiche di austerità del governo Monti, tra i più invasati sostenitori della guerra in Libia, oggi sfodera la sua forma mentis stalinista passata alla storia nel '56 quando in Ungheria diede la benedizione della repressione burocratica e anticonsiliare portata avanti dall'Urss degenerata. «Non posso aderire a incontri in cui si discutano decisioni come quelle relative alla linea Torino-Lione: decisioni che non mi competono» ha detto il "nostro", aggiungendo però che «l'espressione del sacrosanto diritto al dissenso su qualsiasi scelta e decisione politica e di governo, deve escludere il ricorso a violazioni di legge, violenze, intolleranze e intimidazioni». A quali violenze, intolleranze e intimidazioni si riferisce la sua competenza? A quelle che la Valle subisce quotidianamente? E Violante? Colui che col suo voler "capire Salò" spianando la strada all'ondata revisionista affonda il coltello nella piaga parlando del popolo No Tav come squallida parodia della Resistenza. Questi sono gli uomini che hanno sciolto il Pci e che oggi sono tra i principali avversari del movimento operaio e dei territori che alzano la testa contro i soprusi. Non contestare queste arroganze per non compromettere future alleanze col Pd è l'ulteriore dimostrazione di quanto innaturale questa alleanza sia.
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