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| grafico: bloomberg.com |
Lo spread che sentiamo tutti i giorni sui telegiornali al punto di averne imparato la pronuncia, nel nostro caso, è il differenziale tra il tasso di rendimento dei titoli di stato italiani e quello dei titoli di stato tedeschi. I titoli di stato a loro volta sono delle obbligazioni emesse dai ministeri delle finanze dei governi per far fronte a loro debito pubblico (ritorneremo sulle cause del debito). Chi compra tali obbligazioni dando soldi freschi allo Stato? Semplici cittadini? Anche, ma poca roba rispetto a tutti quegli attori del mercato finanziario che ci speculano sopra, ovvero banche, imprese, assicurazioni, istituti finanziari. O come dicono i tg "i mercati". Questi "mercati", sempre secondo il linguaggio al quale ci stanno abituando "vanno rassicurati": bisogna cioè garantire loro la riscossione degli interessi sui titoli di stato precedentemente acquistati. Come un cane che si morde la coda, questa misura genera ulteriore debito pubblico dato che ogni anno l'Italia spende per tali interessi una cifra che si aggira intorno agli 80 miliardi. Dal momento che l'Italia ha una situazione economica che spaventa questi "mercati" circa la solvibilità degli interessi, ecco che allora si impongono ai governi manovre "lacrime e sangue" per reperire quelle risorse. Allo stesso tempo si accresce il rendimento dei titoli di stato dei paesi in crisi come l'Italia: si aumenta cioè il loro tasso d'interesse perché aumentando il rischio dell'insolvibilità del venditore (lo Stato), i compratori (i mercati) pretendono un maggiore guadagno. Così, dopo che Monti ha fatto la cosiddetta "manovra salva Italia" per abbassare i rendimenti dei titoli italiani, vediamo che questi continuano a salire (al momento in cui scriviamo oltre la soglia allarmistica del 7%) a causa delle scorribande delle banche. E con essi, appunto, aumenta il differenziale (lo spread) con i rendimenti dei Bund tedeschi: 5,3%, ovvero 530 punti base non molto lontani dai 575 del novembre scorso, sotto il governo Berlusconi. L'unica manovra possibile è perciò non pagare il debito alle banche, nazionalizzandole, per orientare i soldi non più verso la speculazione ma verso le esigenze della collettività.

Due riflessioni: uno, chissà come è che il referendum in Grecia sulle misure non si è fatto; in Ungheria un governo xenofobo e nazista decide che la Banca Centrale passa sotto il controllo politico....... Urla di sdegno ed accuse...... Che strano!!!
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