Domenica 8 e lunedì 9 gennaio sono state delle giornate importanti per le sorti della difesa dell'ospedale del Meilogu. La prima giornata per l'assemblea che in una Sala Sassu gremita ha dato vita al comitato, che ora procederà autonomamente da chiunque, dandone dimostrazione anche con un autofinanziamento di oltre 250 euro da investire nelle lotte. La seconda per il Consiglio comunale straordinario di Thiesi allargato agli amministratori del territorio e che ha visto la partecipazione di "pezzi grossi" della politica (dall'assessore regionale De Francisci in giù) e dei vertici Asl (con la presenza del direttore generale Marcello Giannico). La popolazione, sia nel primo che nel secondo incontro ha detto chiaramente che di chiudere o ridimensionare l'ospedale non se ne parla. Il comitato ha letto una serie di rivendicazioni che vanno dall'immediata riapertura del reparto di medicina al potenziamento al ripristino del laboratorio analisi passando per il potenziamento degli ambulatori e per l'assunzione a tempo indeterminato del personale necessario a garantire la continuità assistenziale e amministrativa. Leggendo queste rivendicazioni la cittadina Daniela Carta, parlando a nome del comitato, ha così concluso: "qualora le nostre attese non venissero soddisfatte, il comitato si riserverà di portare avanti tutte le lotte, civili e pacifiche ma determinate, che riterrà necessarie al fine del raggiungimento degli obiettivi. Non staremo a guardare di fronte al furto dei nostri diritti". Da parte della politica e dei vertici Asl la convocazione dell'ennesimo tavolo tecnico (come se i Sindaci non avessero già fatto una proposta un anno fa) per concordare una soluzione. Vigiliamo! Invitiamo tutti i cittadini, a prescindere dalla loro collocazione, ad entrare nel comitato. Uniti siam tutto, divisi siam canaglia!
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