Mezzo milione di lavoratori in cassa integrazione a zero ore costretti a rinunciare a 8mila euro in meno all’anno
in busta paga, pari a un taglio complessivo di 3 miliardi e 650 milioni. E’ il bilancio degli effetti determinati dalla
cassa integrazione per tutto il 2011 secondo l’elaborazione dei dati Inps da parte dell’osservatorio Cig del dipartimento settori produttivi della Cgil. Complessivamente lo scorso anno sono state registrate poco più di 950 milioni di ore di cig per un totale di 3,4 miliardi di ore negli ultimi tre anni con una perdita di reddito primario di 48 miliardi di euro (solo il 40% compensato dai trasferimenti dell’Inps). Sul fronte lavoro, invece, le persone coinvolte a vario titolo dalla percezione di ammortizzatori sociali sono state oltre 4 milioni. Lo scorso anno le ore di cassa integrazione sono calate del 20,8% rispetto al 2010, ma ciò non è dovuto ad una ripresa del sistema quanto al progressivo scivolamento dei lavoratori verso la disoccupazione. Dato che questi ammortizzatori sono pagati con soldi pubblici (l'impresa non si fa carico di questo costo), e che comunque sono l'anticamera della disoccupazione, sarebbe opportuno un intervento pubblico che nazionalizzi le imprese che licenziano e che delocalizzano mettendole sotto il controllo dei lavoratori. Come diceva Trotsky "Se vuole evitare la propria disgregazione, il proletariato non può tollerare la trasformazione di una parte crescente degli operai in disoccupati cronici, in miserabili nutriti dalle briciole di una società in decomposizione". Ancora: "Contro la disoccupazione sia strutturale sia congiunturale, è tempo di lanciare la parola d'ordine della scala mobile delle ore di lavoro. I sindacati e le altre organizzazioni di massa devono unire coloro che hanno lavoro e coloro che non lo hanno in un impegno di reciproca solidarietà".,suddividendolo tra tutti e su questa base definendo la durata della settimana lavorativa. Insomma, lavorare meno per lavorare tutti, ma a parità di salario! Paghi chi non ha mai pagato!
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