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martedì 24 gennaio 2012

9 marzo: per un vero e conseguente sciopero generale!

Il 9 marzo la Sardegna scenderà nuovamente in piazza per il suo terzo sciopero generale nel giro di tre anni. Stando alle intenzioni delle direzioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil, esso dovrebbe essere il culmine di un mese di mobilitazioni contro l'immobilismo della politica regionale. Le vertenze aperte (Alcoa, Keller e altre realtà industriali) meritano una risposta dal basso, contraria, ma di uguale e maggiore intensità, all'arroganza padronale e all'immobilismo della politica. E nella prospettiva dello sciopero generale, già indicata da noi all'assemblea del comitato "Giù le mani dall'ospedale del Meilogu", si devono unificare le diverse battaglie in corso nell'isola, nel settore pubblico come in quello privato e nelle realtà locali alle prese con la chiusura dei servizi. Queste battaglie non sono isolate l'una dall'altra e acquisirebbero maggiore forza se inserite in un piano di rivendicazioni generali contro la crisi e chi l'ha causata. Perciò lo sciopero non deve essere l'ennesima gita a Cagliari, né tanto meno un'occasione per far sbollire gli animi. Esso deve essere un punto di non ritorno nell'organizzazione del conflitto sociale in Sardegna. Proponiamo perciò che in questo mese preparatorio si lavori non solo alla riuscita dello sciopero (discutendone piattaforma e prospettive posto di lavoro per posto di lavoro, quartiere per quartiere, comitato per comitato), ma anche al fine di far emergere la necessità di un'assemblea regionale dei delegati delle diverse lotte e dell'unità del movimento dei lavoratori dipendenti con quello dei pastori, delle partite Iva e di tutti quei settori rovinati da banche, padroni e loro esecutivi. Alcune proposte in tal senso circolano già, ma occorre uno sforzo collettivo per concretizzarle e per questo l'invito è rivolto all'intero corpo del nostro partito, a tutte le sinistre, a tutti i movimenti anticapitalisti sardi, ai comitati di lotta, ai sindacati di base.

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