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martedì 27 dicembre 2011

Oltre la difesa dell'ospedale, la salute è un bene comune

La lotta per la salute, intesa come diritto inalienabile di ciascuno di noi, va ben oltre la difesa di un presidio ospedaliero come il nostro. È logico che la nostra rabbia esplode quando ci tolgono servizi finalizzati alla nostra cura, ma è arrivato il momento di capire che la nostra salute è attaccata quotidianamente da un sistema che mette i diritti in secondo piano rispetto al profitto. La cura è un’esigenza di tutti noi. Vedercela negata attraverso costi proibitivi e disservizi (misure dovute a esigenze di cassa o a cattive gestioni) ci fa capire chiaramente chi sono i colpevoli: ministri e assessori regionali alla Sanità, dirigenti delle Asl. E non può essere altrimenti!
Chi lavora dall’alto operando tagli alla Sanità, lo fa all’interno di Governi o Giunte che al tempo stesso mettono soldi in voci di bilancio non propriamente finalizzate al bene collettivo: vedi armamenti, discariche, finanziamenti a scuola e sanità private etc… Al tempo stesso vediamo manager sanitari strapagati che non rispondono ai pazienti o al personale medico e infermieristico, ma ai principali partiti che lì li hanno messi. Abbiamo quindi di che incazzarci. Ma se la cura è importante la prevenzione lo è di più. Purtroppo, a oggi, siamo poco consapevoli della priorità da dare alla prevenzione primaria, cioè alla lotta quotidiana alla nocività. Non ci accorgiamo (o non vogliamo indagare fino in fondo) della nocività dell’acqua, dell’aria, del cibo, degli ambienti di lavoro. Come è possibile che anche nei nostri piccoli Comuni ci sia un alto tasso di tumori? Come è possibile che un  neonato alla nascita ha già assorbito dalla madre dosi massicce di inquinanti, che lo condizioneranno per il resto della sua vita? L’inquinamento a cui noi siamo esposti è il frutto di un sistema di produzione che non è orientato al benessere collettivo, ai bisogni reali della gente, ma al profitto di chi controlla la produzione e la distribuzione. Il profitto dei capitalisti. Qui sta la risposta. Il cibo che noi mangiamo, ad esempio, è il frutto della competizione tra imprese sia per quanto riguarda la sua produzione, sia per quanto riguarda la sua distribuzione. Si produce per il profitto e non per la qualità dei prodotti. Animali nutriti con resti di altri animali, colture intensive con massicci utilizzi di veleni chimici ci danno un’idea di cosa sono composti la maggior parte degli alimenti che consumiamo. Altri esempi sono legati all’energia. Il voler tornare al nucleare (non basterà un referendum a toglierlo dalla testa delle multinazionali), il non voler dispiegare su larga scala energie alternative, ci dicono che noi non avremo il diritto all’aria pulita finché anche questa produzione non sarà tolta dalle mani di pochi pescecani. Tutto questo parlando dei cittadini come se fossero semplici consumatori, come se i prodotti si producessero da soli. Nella produzione l’elemento centrale è il lavoro umano, senza di esso non si produce nulla. E i lavoratori sono esposti maggiormente a questi inquinanti. Ritornando nel settore prettamente sanitario vediamo che la cura, rispetto alla prevenzione (e al netto di sprechi e clientelismi che ci sono eccome), rappresenta la maggiore voce di bilancio. E anche questo ha un senso nella perversa logica capitalista. Vediamo infatti che nella cura delle malattie causate dall’inquinamento sta tutto il business dei grandi colossi farmaceutici. Ma ci vogliamo chiedere in che mondo viviamo? È possibile che noi concepiamo il fatto che lo stesso sistema che ci ammala facendo enormi profitti può curaci solo a pagamento? Perché tolleriamo questa distruzione della specie umana in nome di un profitto che interessa solo poche persone? Tutti insieme dobbiamo darci una mossa o l’intera umanità rischia di scomparire. Dobbiamo concepire chiaramente che il capitalismo è il nemico della salute dei cittadini prima ancora che dei comunisti. Solo rovesciando questa barbarie possiamo aspirare a vivere in un mondo dove regnino l’armonia tra i popoli, e tra questi e la natura. Unisciti e lotta con noi!

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