L'installazione di ecomostri nei nostri territori, come in qualunque altro, risponde alla sola logica del profitto. Non c'è nessuna sensibilità ambientale dietro queste scelte che prevedono giganteschi profitti per le multinazionali (in questo caso Edison ed Energogreen) e scarse ricadute sul territorio. Di più, i rischi per l'ambiente permangono come è ampiamente dimostrato.
Per quanto ci riguarda pensiamo che la produzione e la distribuzione dell'energia deve ritornare interamente in mano pubblica (ma sotto il diretto controllo delle comunità interessate e dei lavoratori e non di manager di stato “strapagati”) per una dislocazione razionale dei diversi impianti finalizzandoli all'autosufficienza energetica. Fino a quando non sarà così avremo sempre a che fare con dei pescecani alla ricerca di grossi terreni sui quali installare opere faraoniche. Perciò lavoriamo in questa prospettiva che deve maturare in ogni lotta territoriale. È il solo collante rivendicativo che può unire queste lotte per rendere la nostra battaglia più incisiva.
Senza rinunciare a ciò (anzi, con l'obiettivo di arrivarci), ora dobbiamo intraprendere la lotta nel Meilogu a partire dagli elementi che abbiamo sul tavolo. La Corte Costituzionale ha recentemente bocciato la vecchia legge regionale (n°2) del 29 maggio 2007 nella parte (art.18) che indicava i soli siti dove potevano costruirsi i parchi eolici. Per essere legittima – e in linea con le leggi statali - una normativa del genere dovrebbe indicare i siti dove non si può dar vita a impianti del genere. Aldilà del fatto che Pelau non rientra nella classificazione di quell'articolo (non è un'area industriale, né compromessa dal punto di vista ambientale) e ciò rende inspiegabile il fatto che Edison ci provi all'infinito praticamente con pochi ostacoli, chiediamo che a questo punto la Regione predisponga SUBITO un piano individuando i siti interdetti a queste grandi opere (compreso il termodinamico) sulla base dei pronunciamenti delle comunità locali, che devono essere protagoniste nella modifica dei Piani urbanistici comunali.
Per questo sosteniamo l'azione delle amministrazioni comunali che – sia per il termodinamico, sia per l'eolico - si stanno opponendo a tali disegni e dei comitati di cittadini (come a Cossoine) che, attraverso petizioni popolari, stanno dando un indirizzo ai loro amministratori laddove questi non si siano ancora espressi. A questi cittadini ci rivolgiamo per aiutare chi nella comunità bessudese non è d'accordo con lo scempio del proprio territorio, attraverso un'opera comune di sensibilizzazione finalizzata alla consultazione popolare annunciata dal proprio Sindaco circa il parco eolico a Pealu.
E se questi signori sono convinti di essere i padroni del sole e del vento e decideranno di andare avanti nonostante tutto, le nostre comunità sapranno scegliere democraticamente le forme di lotta per rispedire al mittente questi disegni!
E se questi signori sono convinti di essere i padroni del sole e del vento e decideranno di andare avanti nonostante tutto, le nostre comunità sapranno scegliere democraticamente le forme di lotta per rispedire al mittente questi disegni!
UNITI SIAM TUTTO, DIVISI SIAM CANAGLIA!

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