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Per prima cosa diciamo come la pensiamo sul clima “anticasta” che si sviluppa nell'opinione pubblica italiana e sarda. Non difenderemo certo noi i privilegi degli eletti, tanto più che non abbiamo rinunciato a criticare duramente i nostri stessi parlamentari e consiglieri regionali. Abbiamo sempre lavorato per un controllo dal basso senza delegare in bianco e senza risparmiare nessuno. Ma pensiamo che questo clima sia pompato ad arte dai mass media che nascondono gli stipendi dei manager pubblici e privati, le ingenti quantità di denaro pubblico che ogni anno vengono date alle banche etc... I padroni e i banchieri (che controllano anche i mezzi di comunicazione) orchestrano questa campagna contro i loro fidati maggiordomi (i politici) pur di mantenere immutato il loro potere. Solo un processo politico dal basso, rivoluzionario, toglierà il potere (e i privilegi) ai capitalisti e ai governanti che gli fanno le leggi. Tuttavia, come circolo di Rifondazione comunista, non ci tiriamo indietro in occasione di questi referendum e diciamo la nostra. Aldilà della strumentalità di chi li propone. Gente che governa la regione da anni e che ora si vuole rifare una verginità cavalcando l'onda dell'antipolitica. Gente che parla di sprechi come Parisi, dimenticandosi l'aumento delle spese militari del 17% in un governo di cui era ministro della difesa. Per non parlare del famoso ordine dei cacciabombardieri da 100 milioni di euro. Invitiamo perciò ad andare a votare, ma sopratutto a concepire la politica come azione quotidiana e non solo quando ci chiamano alle urne.
Per prima cosa diciamo come la pensiamo sul clima “anticasta” che si sviluppa nell'opinione pubblica italiana e sarda. Non difenderemo certo noi i privilegi degli eletti, tanto più che non abbiamo rinunciato a criticare duramente i nostri stessi parlamentari e consiglieri regionali. Abbiamo sempre lavorato per un controllo dal basso senza delegare in bianco e senza risparmiare nessuno. Ma pensiamo che questo clima sia pompato ad arte dai mass media che nascondono gli stipendi dei manager pubblici e privati, le ingenti quantità di denaro pubblico che ogni anno vengono date alle banche etc... I padroni e i banchieri (che controllano anche i mezzi di comunicazione) orchestrano questa campagna contro i loro fidati maggiordomi (i politici) pur di mantenere immutato il loro potere. Solo un processo politico dal basso, rivoluzionario, toglierà il potere (e i privilegi) ai capitalisti e ai governanti che gli fanno le leggi. Tuttavia, come circolo di Rifondazione comunista, non ci tiriamo indietro in occasione di questi referendum e diciamo la nostra. Aldilà della strumentalità di chi li propone. Gente che governa la regione da anni e che ora si vuole rifare una verginità cavalcando l'onda dell'antipolitica. Gente che parla di sprechi come Parisi, dimenticandosi l'aumento delle spese militari del 17% in un governo di cui era ministro della difesa. Per non parlare del famoso ordine dei cacciabombardieri da 100 milioni di euro. Invitiamo perciò ad andare a votare, ma sopratutto a concepire la politica come azione quotidiana e non solo quando ci chiamano alle urne.
ABOLIZIONE DELLE NUOVE PROVINCE
(Quesiti 1, 2, 3, 4 - abrogativi)
La loro recente istituzione, anziché migliorare i servizi e la sussidiarietà, è servita ad accontentare apparati e spartire feudi elettorali, dando vita ad un ulteriore sottobosco di posti pubblici clien-telari. VOTA 4 SI!
ABOLIZIONE DELLE VECCHIE PROVINCE
(Quesito 5 - consultivo)
Non siamo strenui sostenitori delle “tradizionali” province sarde. Ma la natura del quesito e dell'intera campagna è ingannevole. Le eliminiamo dando però maggiori poteri al presidente della regione? O per conferire le loro funzioni a pochi sindaci (Monti ne indica 10 ma nella sola provincia di Sassari essi sono 66) scelti non si sa bene come? Ora come ora il solo risultato sarebbe la riduzione della rappresentanza. VOTA NO!
ASSEMBLEA COSTITUENTE PER
IL NUOVO STATUTO SARDO
(Quesito 6 – consultivo)
Il nostro obiettivo è unire le lotte dei lavoratori con quelle dei comitati in difesa dei servizi sociali. Per far nascere solo da li una vera assemblea che rovesci l'attuale ordine politico, sociale ed economico. Non siamo d'accordo a un'assemblea costituente che, “eletta a suffragio universale” (perché esiste anche un suffragio parziale?), si limita a far partecipare i cittadini solamente nel loro ruolo di elettori. VOTA NO!
ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE
(Quesito 7 – consultivo)
Tanto meno crediamo alle pulsioni presidenzialiste. Non si avrebbero benefici in termini democratici dall'elezione diretta del Presidente della Regione ma solo un concentramento dei suoi poteri. Non ci interessano le primarie tra partiti e, nell'ordinamento vigente, lavoriamo per la creazione di coalizioni di lotta, dal basso, con candidati che ne siano diretta espressione. VOTA NO!
STATUS E INDENNITÀ DEI CONSIGLIERI REGIONALI
(Quesito 8 - abrogativo)
Il consiglio regionale che conosciamo è quanto di peggio il parlamentarismo abbia prodotto. Onorevoli strapagati e cambi continui di casacca sono la norma. La democrazia consiliare alla quale lavoriamo deve andare ben oltre questo stato di cose attraverso un'assemblea dei delegati eletti e revocabili in qualsiasi momento, direttamente responsabili del loro operato e retribuiti con salario operaio. I promotori dei referendum vogliono solo cambiamenti di facciata misurati in euro, noi un cambio radicale. Tuttavia pensiamo che l'art.1 della legge 2/1966 che fissa gli stipendi d'oro vada abolito. VOTA SI!
ABOLIZIONE DEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE
(Quesito 9 – consultivo)
Gli enti strumentali e le agenzie della regione devono essere anch'essi sottoposti al diretto controllo sociale se si vuole che la loro azione sia orientata alla soddisfazione dei bisogni della collettività. Anche qui i promotori non vogliono un cambio qualitativo, proponendo un passaggio dai consigli agli ancora più ristretti organi monocratici. Tuttavia il quesito si limita a chiedere l'abolizione di questi consigli. Per questo motivo VOTA SI!
RIDUZIONE DEL NUMERO DEI CONSIGLIERI REGIONALI
(Quesito 10 – consultivo)
Mantenendo l'ordinamento attuale siamo contrari a un taglio della rappresentanza che per i proponenti significa impedire l'introduzione delle lotte nel palazzo. VOTA NO!

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