"Un ospedale che cambia, non più con un reparto di Medicina ma con una Lungodegenza, un potenziamento delle specialistiche ambulatoriali, un punto di primo soccorso e un front office amministrativo e sociosanitario". Questo è quanto prevede la prima bozza di intervento sull’ospedale di Thiesi che ha trovato d’accordo la direzione della Asl e i dodici Sindaci dei Comuni del Meilogu riuniti a Sassari il 10 gennaio scorso, ma che è stata contestata nell'assemblea del comitato "Giù le mani dall'ospedale del Meilogu!" il 15. Sebbene i nostri Sindaci si stanno mobilitando per l'immediata riapertura del reparto di Medicina attraverso la rivendicazione dell'assunzione di medici a tempo indeterminato per garantirgli la continuità necessaria, un possibile sì a una riconversione del genere non va solo contro le posizioni emerse nell'assemblea del comitato, ma persino contro la stessa proposta che i primi cittadini fecero sul finire del 2010, dove la lungodegenza era si prevista, ma come integrazione al reparto di Medicina potenziato. Non bisogna retrocedere di un solo passo! Non bisogna abboccare al potenziamento (tutto sulla carta) degli altri servizi perché questi funzionerebbero meglio se integrati proprio con Medicina. Sia che ci ripropongano l'"ospedale di comunità" o la "casa della salute", sia che si approvi definitivamente un piano di riconversione del genere, la sostanza non cambia: avremo un ospedale dimezzato. I Sindaci ritirino la firma da un piano del genere se veramente rappresentano questo territorio!

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