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sabato 14 gennaio 2012

Il declassamento della Francia

Il rating è un metodo per valutare i titoli obbligazionari di un dato paese in base al loro rischio. Un declassamento da parte delle agenzie (Standard & Poor's e Moody's sono le principali) significa bollare quel paese come inaffidabile nel ripagare gli interessi sul debito pubblico. Qual'ora ciò si avverasse, quel dato paese è costretto ad innalzare i tassi di interesse per poter vendere ancora titoli di Stato e di, conseguenza, a vedere accresciuto il suo debito pubblico facendovi fronte con politiche che distruggono sempre di più il welfare, lo stato sociale. Così Ferrero dopo il declassamento della Francia da parte di S&P: "Adesso gli speculatori attaccano la Francia: cominciano con il declassamento e poi gli speculatori guadagneranno un po’ di miliardi, facendo alzare i tassi di interesse, fino a quando il governo francese non farà una massacro sociale e allora passeranno ad un altro paese. Anche oggi in Francia si ripete lo stesso copione già visto per la Grecia, la Spagna, il Portogallo e l’Italia. Questa è la dimostrazione più evidente che le politiche europee non servono a sconfiggere la speculazione ma al contrario usano la speculazione per distruggere i diritti dei lavoratori. L’unico modo per uscire dalla crisi consiste nel fermare i banchieri, cioè mettere la finanza sotto controllo politico, a partire dalla modifica del ruolo della BCE e dalla creazione di banche pubbliche. Il contrario delle liberalizzazioni di Monti".

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