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giovedì 8 dicembre 2011

Contro il Governo Monti. Opposizione di Sinistra!

Le lacrime del Ministro del Lavoro e della previdenza sociale Elsa Fornero, così come il “buon esempio” del Professor Monti di rinunciare allo stipendio di Ministro e Presidente del Consiglio, hanno provocato in buona parte dei giornali e dei tg, almeno in quelli più diffusi e seguiti, innumerevoli sviolinate nei confronti di chi starebbe agendo in netta discontinuità rispetto al precedente Governo. È questa la trappola nella quale vogliono incastrarci. Un proverbio cinese dice: “Quando il dito indica la luna lo sciocco guarda il dito”. Noi non siamo sciocchi da cadere in questa trappola, noi non guardiamo il dito, ma la luna. E guardandola notiamo che questa è l’ennesima manovra classista, portata avanti da un Governo tecnico (nel senso che è tecnicamente e scientificamente borghese), dove a pagare sono sempre i soliti. Ma non finisce qui, perché questa manovra sarà completata con la riforma del mercato del lavoro prevista a breve.

L’iniquità della manovra

L’unica operazione che poteva essere vista come un piccolissimo passo verso una distribuzione più giusta dei sacrifici è stata completamente cancellata: nessun aumento dell'aliquota IRPEF per lo scaglione più alto che avrebbe colpito i redditi sopra i 75mila euro. Tolta questa “ingiustizia” ora la manovra è proprio equa, non c’è che dire! Ad iniziare dal mancato aumento dell’Irpef coperto con l’incremento della sua “addizionale regionale” dallo 0,9 all’1,23%. In pratica a tutti i cittadini che dichiarano un reddito – di qualsiasi importo e quindi a prescindere da esso – verrà sottratto lo 0,33% in più rispetto all’anno scorso. Le pensioni rappresentano il piatto forte: saranno meno ricche con il passaggio al sistema contributivo, le riceveremo più tardi (a meno che non si sconti una penale) e circa il 50% dei pensionati non vedrà l’adeguamento degli assegni al costo della vita (vedi articolo “Un nuovo attacco alle pensioni”). Che dire poi dell’Iva, l’imposta che il consumatore finale paga a prescindere dal suo reddito? Aumentarla dal 10 al 12% e dal 21 al 23% (anche se al secondo semestre del 2012) significa gravare poco su chi ha e comprimere ancora di più i consumi di chi ha sempre meno reddito e pensione! La tassa sulla prima casa (seppur tolta demagogicamente dal Governo Berlusconi) è un altro salasso (ovviamente non per il Vaticano). L’Imu (imposta municipale unica) tiene insieme l’Ici (4 per mille sulla prima casa, 7,6 dalla seconda in poi), una «rimodulazione» della tassa sui rifiuti e soprattutto un aumento del 60% degli estimi catastali. Non parliamo poi dell’accisa sui carburanti, che viene portata a 70,42 centesimi al litro sulla benzina (+8,2 centesimi) e 59,32 centesimi per il diesel (+11,2)…Iva esclusa…e con conseguenti aumenti sui generi alimentari. Ricapitolando, dei 30 miliardi di manovra 12-13 riguardano i tagli alla spesa pubblica. Spiccano i tagli alle pensioni (3,8 miliardi subito e 20 nel 2014) e i tagli ai trasferimenti alle Regioni e Province (per 5 miliardi da subito, 6,5 dal 2012). Dietro il paravento dei tagli ai costi della politica si avranno meno risorse per asili nido, per l'assistenza ai non autosufficienti etc. E’ messa in discussione sempre di più la sanità pubblica, già colpita da tagli per 13 miliardi al 2014. Gli altri 17-18 miliardi hanno a che fare con le tasse che incideranno maggiormente sulle tasche dei lavoratori. Altro che crescita! L’Imu dalla seconda in poi è addirittura regressiva (oltre i 100mila euro, i proprietari di seconda casa pagheranno addirittura meno di quanto hanno pagato sinora con l'Ici). Inoltre, tassazione ridicola dei capitali scudati (dalla quale entreranno solo 2 miliardi), yacht, aerei, elicotteri, auto di lusso etc… Solo fumo negli occhi! Niente patrimoniale (a partire dall’1% sopra il milione di euro si potevano e possono essere reperiti 20 miliardi di risorse colpendo solo il 5% della popolazione più ricca) e nessuna riduzione alle spese militari.

Costruiamo l’opposizione di sinistra

Questo Governo nasce senza passare dalle urne. Nasce dal conflitto sempre più aspro tra chi voleva le cosiddette “riforme strutturali” (leggi at-tacchi sempre maggiori e definitivi al welfare) come Confindustria, e chi invece pensava principalmente alle sue vicende personali (Berlusconi) non portando a termine del tutto gli interessi “generali” dell’intera classe dei padroni e dei banchieri. Perciò la gioia per la fine del peggior governo del dopoguerra deve essere accompagnata dalla determinazione a lottare contro quest’altro esecutivo che meglio si presta (e lo si vede dalla manovra) a fare gli interessi della classe dominante. Se la Lega torna ipocritamente all’opposizione dopo aver governato con Berlusconi, e l’Idv criti-ca in Italia quel che il suo gruppo parlamentare (i liberali) approva in Europa, il Pdl, nonostante i mal di pancia interni, farà la sua parte non disturbando il manovratore. Esattamente come il Partito democratico. Il Pd dopo aver sostenuto la Tav e la repressione del movimento della Val Susa, dopo aver appoggiato l’intervento militare in Libia, dopo essersi schierato con Marchionne e con la gestione privata del servizio idrico, dimostra da che parte stare. Per questo occorre costruire una sinistra forte che sia indipendente da questo partito, sempre più spostato al centro. Unisciti e lotta con noi!

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