I pestaggi del 5 ottobre agli studenti possono essere inquadrati in un maggiore clima di repressione nei confronti del dissenso sociale? Noi pensiamo di si, e vi forniamo la testimonianza di un nostro compagno, una cronaca di pochi giorni prima...
Venerdì 28 settembre, manifestazione a Roma della Funzione Pubblica della Cgil + categoria pubblici
della Uil.
La manifestazione parte alle 09,00 da Piazza Esedra (Piazza della Repubblica),
con arrivo a Piazza Santi Apostoli intorno alle ore 12,00. Finiti i discorsi di
rito dal palco, i manifestanti, come in tutte le manifestazioni, si dileguano
in piccoli gruppi in giro per la città, in attesa dei mezzi di trasporto che li
riportino a casa. Io facevo parte di un gruppo di sette persone e ci siamo
diretti verso la vicina Via del Corso, un lungo rettilineo che parte da Piazza
Venezia e termina in Piazza del Popolo, attraversando una delle zone più
importanti di Roma. Grosso modo a metà strada, si trova Piazza Colonna con il
Palazzo Chigi.
L'imbocco della via è sbarrato da tre furgoni dei carabinieri, e diversi di
loro controllano l'accesso che è limitato ai soli marciapiedi.
Proprio allo spigolo tra Via del Corso e Via Cesare Battisti, due giovani
carabinieri in tenuta militare (non ricordo scudi e caschi ma avevano una
divisa blu con giubbotto, credo divisa antisommossa), bloccano uno di noi, che
indossava il tipico berretto rosso della CGIL, dicendogli che con quel
copricapo non poteva passare, e rivolgendo poi lo stesso ad un secondo di noi (su
sette che eravamo, solo due o massimo tre indossavano il berrettino, oltre ai
quali non avevamo nessun altro segno distintivo dei manifestanti). Nello
stupore generale è stato chiesto loro di dare spiegazioni, la risposta è stata
che avevano un ordine, alle insistenze da parte nostra, uno dei due Cc inizia a
spazientirsi, allora interviene un terzo che in maniera gentile ma determinata,
ribadisce di avere avuto quest'ordine, che se fossimo passati con
quell'abbigliamento sarebbe stata manifestazione non autorizzata e che se
avessimo insistito avrebbero avuto anche l'ordine di caricarci. A questo punto, col
berretto sotto braccio abbiamo proseguito.
Da notare che questo trattamento non è stato riservato solo a noi ma
sicuramente anche ad un'altro gruppo di Sassari di cui ho testimonianza.
Giusto per correttezza di cronaca, poi non abbiamo trovato altre zone
"militarizzate" se si esclude Piazza Colonna, transennata e con l'accesso
filtrato da militari, ed abbiamo addirittura incrociato un gruppetto che passava
senza problemi pur con berretti e bandiere rosse.

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