All'interno della campagna nazionale "Paghi chi non ha mai pagato - costruiamo l'opposizione di Sinistra al governo Monti", il nostro circolo ha organizzato, mercoledì 25 gennaio a Thiesi, un'assemblea per affrontare le politiche del nuovo esecutivo subentrato a Berlusconi. Politiche recessive che - come ha ricordato il segretario federale del Prc di Sassari Francesco Falchi - sono sostenute egualmente dal Pd e dal Pdl. Politiche che però bisogna conoscere a fondo per poter ribaltare la propaganda che i media di regime ci propinano quotidianamente. Andrea Lai, del direttivo del nostro circolo, ha infatti smontato le architravi della narrazione liberista secondo le quali, ad esempio, avremmo la più alta spese pensionistica d'Europa con un Inps in deficit. Parole in libertà: in primo luogo se si tolgono dai conti le tasse (che altrove sono basse o inesistenti) e il Tfr (che non è una spesa pensionistica) notiamo che l'Italia è in linea con la spesa media europea; in secondo luogo l'ultimo attivo dell'Inps oltrepassa i 27 miliardi di euro. Roberta Fantozzi, della segreteria nazionale del Prc e responsabile del dipartimento Lavoro e Welfare, ha illustrato gli effetti recessivi della manovra rispondendo alle domande della nostra campagna: Perché chi ha una casa acquistata con un mutuo paga l’Ici e il Vaticano no? Perché si tagliano le pensioni e non si fa una patrimoniale per le grandi ricchezze? Perché si colpisce la sanità e non si tagliano le spese militari? Perché aumentano Iva, gas, luce e benzina e non si tassano i capitali nascosti in Svizzera? Perché si regalano soldi alle banche e non si usano per creare posti di lavoro? Le risposte nelle esigenze di padroni e banche per le quali paghiamo 80 miliardi di interessi sul debito pubblico l'anno. E su queste esigenze di classe che si basa la manovra Monti che si aggiunge a quelle del governo Berlusconi: il totale di queste manovre approvate nel 2011 varrà quasi 50 miliardi nel 2012, 76 nel 2013, 81 nel 2014. La riforma pensionistica che da sola vale 20 miliardi dimostra come si voglia fare cassa sulle spalle dei lavoratori per pareggiare il bilancio. Una partita che però non consideriamo chiusa, accompagnando la denuncia alla lotta e a una piattaforma organica di classe che parte dall'opposizione a questo governo.

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