Altro che green economy! Il Governo Monti, con il decreto sulle liberalizzazioni, dice apertamente di stare dalla parte dei devastatori del territorio. Non avevamo dubbi data la composizione dell'esecutivo e vista la determinazione del Ministro Passera nel voler portare a termine il famigerato Tav. Ebbene, con questo decreto sono previsti tre articoli (20, 21 e 22) che danno un sostanziale via libera alla trivellazione del territorio italiano per cercare ed estrarre petrolio e gas attraverso l'aumento degli investimenti in infrastrutture estrattive, un drastico abbassamento dei limiti per la trivellazione in mare, e la liberalizzazione della ricerca di nuovi giacimenti. Stando all'art. 20 la produzione dovrebbe passare da 80 a 104 mila barili al giorno; con il 21 il limite spaziale per le perforazioni marine dovrebbe passare da 12 a 5 miglia marine; con l'ultimo articolo si snelliranno invece le procedure autorizzatorie. La cosa che scandalizza ulteriormente (poiché il resto già bastava) è che la relazione allegata ci spiega nuovi parametri per influenzare le scelte delle agenzie di rating: “Si rileva che tra le ragioni che hanno indotto, lo scorso 9 settembre, Standard & Poor’s ad alzare il rating di Israele ad ‘A+’ da ‘A’, c’è stata proprio la decisione del governo israeliano di sviluppare le attività di ricerca e prospezione degli idrocarburi nelle proprie acque territoriali”. Non solo politiche lacrime e sangue quindi, ma anche devastazione del territorio molto più agevolmente concessa ai padroni del settore, come Eni, Bp. Shell e la ben conosciuta Saras!
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