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venerdì 20 gennaio 2012

Liberalizzare...la devastazione del territorio!

Altro che green economy! Il Governo Monti, con il decreto sulle liberalizzazioni, dice apertamente di stare dalla parte dei devastatori del territorio. Non avevamo dubbi data la composizione dell'esecutivo e vista la determinazione del Ministro Passera nel voler portare a termine il famigerato Tav. Ebbene, con questo decreto sono previsti tre articoli (20, 21 e 22) che danno un sostanziale via libera alla trivellazione del territorio italiano per cercare ed estrarre petrolio e gas attraverso l'aumento degli investimenti in infrastrutture estrattive, un drastico abbassamento dei limiti per la trivellazione in mare, e la liberalizzazione della ricerca di nuovi giacimenti. Stando all'art. 20 la produzione dovrebbe passare da 80 a 104 mila barili al giorno; con il 21 il limite spaziale per le perforazioni marine dovrebbe passare da 12 a 5 miglia marine; con l'ultimo articolo si snelliranno invece le procedure autorizzatorie. La cosa che scandalizza ulteriormente (poiché il resto già bastava) è che la relazione allegata ci spiega nuovi parametri per influenzare le scelte delle agenzie di rating: “Si rileva che tra le ragioni che hanno indotto, lo scorso 9 settembre, Standard & Poor’s ad alzare il rating di Israele ad ‘A+’ da ‘A’, c’è stata proprio la decisione del governo israeliano di sviluppare le attività di ricerca e prospezione degli idrocarburi nelle proprie acque territoriali”. Non solo politiche lacrime e sangue quindi, ma anche devastazione del territorio molto più agevolmente concessa ai padroni del settore, come Eni, Bp. Shell e la ben conosciuta Saras!

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