Che la "freccia sarda" faccia uno schifo tale da impedire un ragionamento "da prima pagina" nei sardi non ci sorprende. Che a sinistra si consolidi l'abitudine ad appiattirsi sull'opinione pubblica (ovvero, quel che ci passano i media) deve invece farci riflettere. Ogni ragionamento sulla mobilità non può limitarsi alla Sassari-Olbia i cui incidenti mortali, spesso hanno a che fare un sovraccarico di trasporto merci. Mettere in discussione il trasporto su gomma può aiutarci infatti a comprendere meglio la gravità della situazione e a costruire quel programma di trasformazione che ancora oggi manca. Evitare qualsiasi ritardo è perciò di vitale importanza, perché le liberalizzazioni del governo Monti stanno dando la mazzata finale a quel poco che ci rimane. Con lo scorporo tra la rete ferroviaria e la holding Fs si arriverà infatti al completo smembramento del sistema. La privatizzazione delle Ferrovie dello Stato aveva già posto le basi in tal senso: riduzione dei dipendenti da 220 a 77 mila (compensati, nel nome dell'efficienza e del contenimento dei costi, da un raddoppio di quadri e dirigenti); riduzione della sicurezza sul lavoro eliminando il ripetitore di segnale e il secondo macchinista; cancellazione dei treni notturni che collegavano il nord e il sud Italia in favore degli investimenti sull'alta velocità. Ora, con le liberalizzazioni che permettono l'ingresso di Nuovo trasporto viaggiatori di Montezemolo (tanto per sfatare il mito delle liberalizzazioni a favore dei piccoli), Trenitalia cancellerà ulteriori corse in favore dei concorrenziali Frecciarossa. «L'ingresso di Ntv nel mercato ferroviario è avvenuto non con tappeti rossi, ma d'oro – ha detto - perché sono stati i primi al mondo a poter fare concorrenza nell'alta velocità». Accadrà, spiega, così come avvenuto per i treni notte: poiché gli introiti per le fasce orarie più redditizie dell’Alta velocità saranno spalmati con i concorrenti, «dovremo ridurre le perdite», e quindi laddove c’è meno reddito, bisognerà tagliare. Una ragione in più per sostenere la lotta dei No Tav e per inserire a pieno titolo nel programma anticapitalista la questione dei trasporti.
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mercoledì 7 marzo 2012
LIBERALIZZAZIONI: IL COLPO MORTALE AL TRASPORTO SU ROTAIA
Che la "freccia sarda" faccia uno schifo tale da impedire un ragionamento "da prima pagina" nei sardi non ci sorprende. Che a sinistra si consolidi l'abitudine ad appiattirsi sull'opinione pubblica (ovvero, quel che ci passano i media) deve invece farci riflettere. Ogni ragionamento sulla mobilità non può limitarsi alla Sassari-Olbia i cui incidenti mortali, spesso hanno a che fare un sovraccarico di trasporto merci. Mettere in discussione il trasporto su gomma può aiutarci infatti a comprendere meglio la gravità della situazione e a costruire quel programma di trasformazione che ancora oggi manca. Evitare qualsiasi ritardo è perciò di vitale importanza, perché le liberalizzazioni del governo Monti stanno dando la mazzata finale a quel poco che ci rimane. Con lo scorporo tra la rete ferroviaria e la holding Fs si arriverà infatti al completo smembramento del sistema. La privatizzazione delle Ferrovie dello Stato aveva già posto le basi in tal senso: riduzione dei dipendenti da 220 a 77 mila (compensati, nel nome dell'efficienza e del contenimento dei costi, da un raddoppio di quadri e dirigenti); riduzione della sicurezza sul lavoro eliminando il ripetitore di segnale e il secondo macchinista; cancellazione dei treni notturni che collegavano il nord e il sud Italia in favore degli investimenti sull'alta velocità. Ora, con le liberalizzazioni che permettono l'ingresso di Nuovo trasporto viaggiatori di Montezemolo (tanto per sfatare il mito delle liberalizzazioni a favore dei piccoli), Trenitalia cancellerà ulteriori corse in favore dei concorrenziali Frecciarossa. «L'ingresso di Ntv nel mercato ferroviario è avvenuto non con tappeti rossi, ma d'oro – ha detto - perché sono stati i primi al mondo a poter fare concorrenza nell'alta velocità». Accadrà, spiega, così come avvenuto per i treni notte: poiché gli introiti per le fasce orarie più redditizie dell’Alta velocità saranno spalmati con i concorrenti, «dovremo ridurre le perdite», e quindi laddove c’è meno reddito, bisognerà tagliare. Una ragione in più per sostenere la lotta dei No Tav e per inserire a pieno titolo nel programma anticapitalista la questione dei trasporti.
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