Le parole del Professor Monti, pronunciate a riguardo del "pernicioso" articolo 18, non sono molto dissimili da quelle dette dal "giovane talento" Michel Martone sugli sfigati che non si laureano a 28 anni, o da quelle offensive del sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo che ha parlato di "mezzo imbroglio" riferendosi al, per noi vittorioso, referendum sull'acqua. Questo governo, a dispetto del credito apertogli anche da certa sinistra sui presunti stile e sobrietà, è il manifesto definitivo della violenza capitalista contro le giovani generazioni e il mondo del lavoro. La vera monotonia non è il posto fisso (che per altro molti di noi si sognano da tempo) e qualsiasi diritto scambiato per privilegio, ma il sostegno bipartisan che Pd e Pdl non gli fanno mancare, equamente. E questa monotonia genera dei mostri lasciando alla destra xenofoba (Storace e Lega) la sua opposizione. Occorre perciò costruire l'opposizione di sinistra avendo uno sguardo d'insieme alle politiche prodotte. Ma anche a quelle subite con la complicità degli amministratori locali. Perché monotonia è anche il riconoscimento del principio liberista del pareggio di bilancio da parte dei sindaci con le sue ricadute immediate nelle nostre periferie. Come si può legittimare, ad esempio, la trasformazione del reparto di Medicina in Lungodegenza dell'ospedale di Thiesi, solo perché il Governo Monti ha deciso che sotto i 120 posti letto scatta la riconversione? La sinistra, se vuole colmare questo vuoto, non può trasformarsi nell'esecutore di queste politiche sciagurate, ma dispiegare la sua opposizione a tutti i livelli.

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